I Giorni di Ieri

maggio 3rd, 2011

La canzone “Niente a Parte l’Amore”, contenuta nel cd retrospettivo Afterimage, è stata inclusa nella colonna sonora del film “I Giorni di Ieri” di Stefano Pozzan, prodotto dalla Biplano Film.

L’opera del regista veneto è stata presentata alla 67ma Mostra del Cinema di Venezia.

Afterimage su ShapelessZine.com

aprile 28th, 2011

Una nuova recensione di Afterimage è stata pubblicata sul portale www.shapelesszine.com

«Come detto più volte l’operato della Andromeda Relix si divide tra nuove produzioni e ripescaggi mirati, come in questo caso. Il disco dei Canada infatti comprende quanto registrato dalla band negli anni ‘80 e prima parte dei ‘90, con formazioni diverse.

Parlare dei Canada è parlare di Massimo Cillo, tastierista/bassista/compositore del gruppo – trio – e oggi motore della reunion, perchè in effetti il gruppo si è riformato e sta producendo nuovo materiale.

Ma tornando ad Afterimage… la prima cosa che colpisce è la bellissima copertina, e tutto il digipack in generale. Note interne a cura di Gianni Della Cioppa e dello stesso Massimo Cillo, che ripercorre un po’ tutta la storia dei Canada fino ad oggi.

Il disco comprende brani tratti dai demotape prodotti dal gruppo tra il 1987 e il 1990 (“Canada“, “Endless Pictures” e “But for you“), un brano tratto dalla compilation in vinile “Surgery of the power“, prodotta dalla Fireball Management nel 1989 e tre pezzi dal demo “Mr. Gone” del 1995, cantato in italiano.

Ricordo il nome dei Canada quando leggevo le rubriche di demo italiani su HM e Metal Shock ma non ho mai avuto occasione di ascoltare un loro demotape, all’epoca. Ascoltai invece “Don’t throw your heart” tratto dalla compilation di cui sopra, che raccoglieva band piuttosto diverse tra loro, pur se comunque “avvicinabili” a sonoriotà in linea di massima definibili hard’n'heavy. E il trio dei Canada già i quell’occasione si distingueva dal resto, non tanto perchè la canzone, per quanto apprezzabile, fosse chissà cosa ma perchè lo stile era piuttosto personale e diverso rispetto alla maggioranza dei gruppi del periodo (va detto che nello stesso vinile sul secondo lato apparivano anche H.Kristal e Arpia, gruppi dalla proposta molto particolare, soprattutto i secondi… nda). I Canada infatti proponevano una sorta di rock molto personale, ora vicino a sonorità progressive ora hard rock…. potremmo definirlo progressive melodico o hard rock intricato, non so… è per rendere l’idea. Pensate, a grandi linee, a un incrocio tra Rush e Van Halen…

Di certo, ascoltando oggi per la prima volta quanto proposto oltre vent’anni fa bisogna dire che il buon Massimo Cillo qualche idea valida ce l’aveva, anche se gli mancavano i mezzi.
Prendiamo un pezzo come “Broken heart“, presente nel disco sia nella versione tratta dal primo demo del 1987 e in quella di “But for you” di tre anni più tardi: beh, mi spiace averla conosciuta solo recentemente perchè a mio parere rientra sicuramente tra le migliori cose partorite della nostra scena in quel periodo. Certo, la voce e i suoni sono quello che sono, mancano cori degli di tal nome e via dicendo…. ma la scrittura e l’arrangiamento globale sono ottimi e con altri mezzi il risultato sarebbe stato di ben altro tipo. Sarebbe bello provare a darla in mano – pesco da varie “epoche” – agli Asia, ai Van Halen, agli Shy, ai Fair Warning o Harem Scarem del primo disco e a un vero produttore per vedere quel che ne uscirebbe… per me un autentico hit. L’avrò ascoltata almeno cinquanta volte da quando ho ricevuto il CD e ancora non riesco a dire quale delle due versioni mi piace di più!! Una piacevolissima scoperta.

Il resto del disco è, come anticipato, “indeciso” nella direzione da intraprendere, e con questo intendo fare un complimento al gruppo che ricercava una propria via di espressione senza preclusioni.
La strumentale “Never surrender” mostra il lato più progressive del gruppo, per quanto sempre nel complesso piuttosto arioso, con il basso in bella evidenza e ispirati assoli di chitarra. “Eyes on you” è il brano maggiormente ispirato dai Rush, quelli post “Signals” ovviamente.
In “Valerie” è palese il richiamo ai Van Halen, visto che l’intro è molto simile a quello di “Jump”. Ancora una volta siamo di fronte a un brano comunque ben composto e che avrebbe meritato altra fortuna. Bello anche l’incedere di “Angel of the city“, con il suo riff spezzato. La voce suona “lontana” e l’esigenza di un cantante di ruolo si avverte più di una volta. Però (mi) stupisce ancora il gusto melodico del gruppo, capace di creare buone canzoni con apparente facilità. Trascurabile la ballad “Goobye Patricia“, a mio parere piuttosto banale. E onestamente trovo poco interessanti anche tre brani cantati in italiano, non tanto per la lingua (anzi, sono un appassionato di musica cantata in italiano! nda) ma perchè musicalmente mi pare che l’ispirazione non sia la stessa degli anni precedenti. Sonorità più rock, più scarne… pezzi ben suonati, ma nel complesso meno comvincenti. “Niente a parte l’amore” riprende poi il tema della già citata “Goodbye Patricia” e la lingua italiana non migliora il risultato, anzi.. Paradossalmente funziona meglio “Oltre la marea“, giocata su un riff molto duro e atipico per il gruppo.

Un disco per appassionati della scena italiana del periodo. Tra Rush, Van Halen, Asia, Triumph…

Per me si è trattato di una bella scoperta; un nome noto in precedenza solo per un fugace ascolto e qualche vecchia recensione si è rivelato invece molto interessante e, mi sento di dire, meritevole di maggior fortuna. Quattro/cinque canzoni sono di valore assoluto!
Resta ovviamente un CD per cultori, vista la sua natura, e quindi non consigliabile a tutti indistintamente.

P.S. Come detto nelle prime righe il gruppo si è riformato recentemente, e nelle note interne Massimo Cillo ringrazia a tal proposito Beppe Diana di www.hardnheavy.org “per avere riacceso la luce”. Penso si riferisca alla prima intervista del gruppo presente sul sito indicato (oggi ce ne sono due, una è recente. nda); magari fateci un salto, si tratta di documenti interessanti per gli appassionati.
(Linho – Aprile 2011)
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Voto: 7

ReCycled Update

aprile 15th, 2011

È passato un po’ di tempo dal mio ultimo post, così mi è sembrato doveroso aggiornarvi su quanto sta accadendo relativamente alla realizzazione del nuovo cd dei Canada, ReCycled.

La pubblicazione, alcuni mesi fa, del cd retrospettivo Afterimage ha suscitato molto interesse intorno alla band.

Durante le registrazioni del nuovo lavoro ho ricevuto proposte per due progetti musicali favolosi, che ho deciso di accettare e che mi vedranno coinvolto come musicista, compositore e, in un caso, anche come produttore.

Il nuovo disco è, tuttavia, a buon punto mancando solamente alcune sovraincisioni di tastiere e le parti vocali per essere completato.

Presto sarò più preciso in merito a tutto. Nel frattempo spero che sarà valsa la pena di attendere.

Massimo Cillo

Entrate Parallele

marzo 18th, 2011

Il portale www.entrateparallele.it ha dedicato una recensione al cd Afterimage.

«Correva l’anno 1989 quando uscì sul mercato la compilation in vinile di “Surgery Of The Power”, interessante raccolta dedicata al Metallo Italiano dell’epoca, volta a promuovere band che allora erano senza contratto discografico. Chiudevano la compilation i Canada, provenienti da quella che allora era davvero una terra d’oro per la musica, ma di certo non per quel tipo di musica che piace a noi (stiamo parlando di Rimini). Non doveva essere facile già allora suonare hard rock melodico a volte tinto di AOR e difatti dopo qualche demo i Canada si sciolsero. L’Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa va a ripescare i Canada direttamente da quei tempi e con l’aiuto del solo membro rimasto, Massimo Cillo, ci propone questa particolare raccolta che dovrebbe fungere da vero e proprio rientro per la band romagnola.
“Afterimage” è sicuramente una release importante, che rappresenta un vero e proprio manifesto di una band in anticipo con i tempi rispetto all’andamento del mercato. Peccato che dal punto di vista della registrazione il prodotto sia carente, nonostante le opere di restauro dello stesso Massimo Cillo e di Simone Mularoni. I brani provengono da alcuni demotape degli anni 1987-1990 e in particolare la voce risulta estremamente bassa rispetto agli altri strumenti, specialmente nelle prime tracce. Queste pecche ci impediscono di gustarci pienamente il sapore degli anni ‘80 che arriva da “Valerie” e da “Eyes In You” e anche di goderci appieno “Don’t Throw Your Heart”, la canzone che apparve su “Surgery Of The Power”. “Afterimage” guadagna comunque nitidezza con il susseguirsi dei brani e segnaliamo “Goodbye Patricia” in dirittura di arrivo, con tante influenze AOR e in stile Toto. Come bonus tracks troviamo tre brani in italiano del 1995, ultimo tentativo di allora per far rimanere a galla i Canada, in cui viene fuori la loro classe con la radiofonica “Niente A Parte L’Amore” e con “Oltre La Marea”, con un assolo che dimostra come i Canada appartengano al mondo del rock. Questo disco fa crescere certamente l’interesse per il ritorno della band e sono tante le domande che sorgono spontanee: proporranno brani in italiano o in inglese? Saranno più diretti o più progressivi? Si saranno fatti influenzare dalle band uscite negli ultimi quindici anni? Chissà! Noi intanto aspettiamo…
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