I Canada in formazione basso / tastiere / batteria durarono circa un anno, giusto il tempo di qualche concerto.
Tentammo anche la registrazione di un paio di demo-tape, di cui uno dal vivo, prima di decidere che era il caso di apportare alcune modifiche al progetto.
Fondamentale, in questo senso, fu la mia passione per il rock canadese (con Rush e Triumph su tutti) e il pomp-rock della fine degli anni ‘70 (Magnum, Grand Prix, Stratus, Kooga, Stampede e Styx solo per nominarne alcuni).
Apro una parentesi. Nel caso vi fosse capitato di andare alla pagina dei file audio, i più integralisti tra voi potrebbero essersi chiesti che cosa c’entrano i Canada con il rock progressivo.
Tutto e niente.
Quando decisi che era necessario effettuare dei cambiamenti allo stile musicale della band, ero convinto che quello del progressive fosse un elemento a cui, in ogni caso, non avrei mai potuto rinunciare. Ero (e sono) troppo innamorato di band come Yes, Genesis, Uk, Jethro Tull e King Crimson, per cui il prog sarebbe, comunque, stata la mia pietra d’angolo su cui basare la ricostruzione.
L’idea era quella di creare un cross-over di generi: progressive, rock sinfonico e AOR. In poche parole le canzoni avrebbero dovuto essere aggressive, radiofoniche e, allo stesso tempo, contenere la complessità e la varietà del prog. Il tutto inserito in un contesto heavy metal.
Nessuno, in quel preciso momento storico, faceva nulla del genere.
Ero convinto che avremmo lasciato tutti a bocca aperta. Chiesi al tastierista di lasciare il gruppo e, come un novello Geddy Lee, cominciai a dedicarmi a basso e sintetizzatori. Era tutto perfetto.
Serviva soltanto un chitarrista…
Tags: 80s italian metal, Prog rock, progressive rock, Rock progressivo