Il portale www.entrateparallele.it ha dedicato una recensione al cd Afterimage.
«Correva l’anno 1989 quando uscì sul mercato la compilation in vinile di “Surgery Of The Power”, interessante raccolta dedicata al Metallo Italiano dell’epoca, volta a promuovere band che allora erano senza contratto discografico. Chiudevano la compilation i Canada, provenienti da quella che allora era davvero una terra d’oro per la musica, ma di certo non per quel tipo di musica che piace a noi (stiamo parlando di Rimini). Non doveva essere facile già allora suonare hard rock melodico a volte tinto di AOR e difatti dopo qualche demo i Canada si sciolsero. L’Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa va a ripescare i Canada direttamente da quei tempi e con l’aiuto del solo membro rimasto, Massimo Cillo, ci propone questa particolare raccolta che dovrebbe fungere da vero e proprio rientro per la band romagnola.
“Afterimage” è sicuramente una release importante, che rappresenta un vero e proprio manifesto di una band in anticipo con i tempi rispetto all’andamento del mercato. Peccato che dal punto di vista della registrazione il prodotto sia carente, nonostante le opere di restauro dello stesso Massimo Cillo e di Simone Mularoni. I brani provengono da alcuni demotape degli anni 1987-1990 e in particolare la voce risulta estremamente bassa rispetto agli altri strumenti, specialmente nelle prime tracce. Queste pecche ci impediscono di gustarci pienamente il sapore degli anni ‘80 che arriva da “Valerie” e da “Eyes In You” e anche di goderci appieno “Don’t Throw Your Heart”, la canzone che apparve su “Surgery Of The Power”. “Afterimage” guadagna comunque nitidezza con il susseguirsi dei brani e segnaliamo “Goodbye Patricia” in dirittura di arrivo, con tante influenze AOR e in stile Toto. Come bonus tracks troviamo tre brani in italiano del 1995, ultimo tentativo di allora per far rimanere a galla i Canada, in cui viene fuori la loro classe con la radiofonica “Niente A Parte L’Amore” e con “Oltre La Marea”, con un assolo che dimostra come i Canada appartengano al mondo del rock. Questo disco fa crescere certamente l’interesse per il ritorno della band e sono tante le domande che sorgono spontanee: proporranno brani in italiano o in inglese? Saranno più diretti o più progressivi? Si saranno fatti influenzare dalle band uscite negli ultimi quindici anni? Chissà! Noi intanto aspettiamo…»
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